25) Boutroux. Sui limiti della conoscenza positiva.
Secondo il filosofo francese la stabilit (egli volutamente non
usa il termine necessit) decresce man mano che si osservano gli
stadi pi elevati dell'essere, nei quali compare l'azione
destinata all'autorealizzazione.
E. Boutroux, La contingence des lois de la nature [1874],
traduzione italiana a c. di A. Testa, Signorelli, Milano, 1960,
pagine 145-157 (vedi manuale pagine 390-391).

 Certo la stabilit non  semplicemente una categoria astratta,
uno stampo dove l'intelletto getti le cose; essa regna nel mondo
dato. I fatti sono dei casi particolari di leggi generali, i1
mondo  intelligibile; e cos non sono le possibilit ideali, ma 
la realt stessa, ci di cui la scienza ci presenta la tavola
sistematica. Ma la stabilit non regna interamente. Anche in seno
al suo dominio appare, come elemento primitivo, originale,
l'azione di un principio di cambiamento assoluto, di creazione
propriamente detta, ed  impossibile stabilire dei confini tra i
due domini. Si pu dire che una parte degli esseri o che un
aspetto delle cose sono rette da leggi mentre gli altri esseri o
l'altro aspetto delle cose sarebbero sottratti alla necessit. Ci
che  vero  che, nei mondi inferiori, la legge occupa un posto
cos grande che quasi si sostituisce all'essere; nei mondi
superiori, al contrario, l'essere fa quasi dimenticare la legge.
Cos ogni fatto dipende non solo dal principio di conservazione,
ma anche, e innanzi tutto, da un principio di creazione.
L'essere non  dunque, in alcuno dei suoi gradi, conosciuto fino
in fondo, quando le scienze positive hanno terminato la loro
opera. Esso  conosciuto nella sua natura e nelle sue leggi
permanenti. Resta per da conoscerlo nella sua sorgente creatrice.
[...] Ma, a mano a mano che si considerano esseri pi elevati,
l'essenza appare sempre meno come primordiale; diventa sempre pi
evidente che essa ha il suo principio nell'azione stessa
dell'essere. L'uomo  l'autore del suo carattere e del suo
destino.
Novecento filosofico e scientifico, a cura di A. Negri, Marzorati,
Milano, 1991, volume I, pagine 737-738 e 741.
